Agrivoltaico, l’equilibrio chiave tra agricoltura e produzione di energia solare

Agrovoltaics

“Si el sol fuera un jornalero no madrugaría tanto” (“se il sole fosse un lavoratore a giornata non si alzerebbe così presto”), cantano i protagonisti dell’acclamato e pluripremiato film “Alcarràs” (2022), diretto da Carla Simón, che ritrae una delle situazioni che ad oggi si trovano ad affrontare molte zone della Spagna rurale, come nel caso della provincia di Lleida, dove il film è ambientato: la scelta tra l’integrazione delle energie rinnovabili o la lotta per la sopravvivenza del settore agricolo. Tuttavia, se “Alcarràs” esemplifica il conflitto tra tradizione e modernità, nel caso delle energie rinnovabili la realtà supera la finzione, ma in senso positivo: il settore sta facendo un grande sforzo per rendere questa dicotomia, storia, poiché l’equilibrio tra il settore agricolo e la generazione di energia solare – l’agrivoltaico – è sempre più comune.

La Spagna dispone di circa 2.500 ore di sole all’anno, quindi l’energia solare si posiziona come la fonte rinnovabile chiave per raggiungere gli obiettivi preposti dall’Unione Europea, che ha recentemente innalzato l’obiettivo del consumo di energia rinnovabile al 42,5% entro il 2030. Senza dubbio, l’energia solare ha il potenziale per compensare gran parte della domanda energetica mondiale, ma siamo sulla strada giusta?

In Catalogna, le energie rinnovabili sono considerate un elemento chiave nella transizione verso un modello di generazione più sostenibile e l’indipendenza energetica. Tuttavia, la comunità autonoma è in ritardo nella loro diffusione: nel 2022, le energie rinnovabili rappresentavano solo il 15,6% della produzione lorda di elettricità, pari a 6.934,6 GWh. Inoltre, le installazioni fotovoltaiche hanno contribuito alla rete solo per 377,54 GWh, con Lleida come primo produttore energetico.

Inoltre, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio delle Energie Rinnovabili in Catalogna, la dipendenza da risorse esterne per coprire la domanda di elettricità è aumentata fino a raggiungere l’84,6% nel 2021. In termini di capacità installata, i progressi sono stati minimi: la capacità di generazione netta da fonti rinnovabili è aumentata solo di 1,42 MW, suddivisi tra 0,16 MW idroelettrici e 1,26 MW fotovoltaici, senza contare gli impianti di autoconsumo. La Catalogna ha quindi un grande compito davanti a sé: sfruttare al meglio le proprie risorse, senza aspettare che l’energia verde arrivi dall’Aragona attraverso le linee MAT.

Il fatto è che i conti della Catalogna non tornano e la sfida per raggiungere la neutralità climatica è enorme. Secondo la “Prospectiva Energètica de Catalunya 2050”, si prevede che entro il 2030 sarà necessario incorporare fino a 12.000 MW di energia rinnovabile (5.000 MW di energia eolica e 7.000 MW di fotovoltaico). In questo senso, si prevede di sfruttare il potenziale fotovoltaico su tetti e coperture, associato principalmente a sistemi di autoconsumo e generazione distribuita, necessari ma non sufficienti per avanzare nella transizione energetica. È quindi evidente la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabile su larga scala, con un impegno nei parchi solari ed eolici, che ridurranno la dipendenza da risorse esterne e creeranno posti di lavoro, contribuendo a creare un futuro più sostenibile per le prossime generazioni.

In questo contesto, l’agrivoltaico emerge come la chiave per dimostrare che è possibile ricercare la massima sinergia tra l’energia fotovoltaica e il settore agricolo, che si tratti di coltivazioni o di allevamenti, installando pannelli solari sui terreni agricoli. Questa alternativa si pone come una delle soluzioni migliori per avanzare nella lotta al cambiamento climatico, offrendo al contempo la possibilità di ottenere ulteriori utilizzi e redditività per i terreni in cui i progetti fotovoltaici sono collocati.

La coesistenza tra il mondo agricolo e l’energia solare non è solo possibile, ma anche molto vantaggiosa. L’agrivoltaico permette di ottimizzare l’utilizzo del suolo, ma genera anche benefici come il miglioramento della biodiversità, la coesistenza di attività agricole e zootecniche e il miglioramento della produttività. Non solo fornisce energia pulita, ma l’elevazione dei pannelli solari sopra i campi coltivati migliora l’efficienza dell’azienda agricola fornendo ombra, riducendo le temperature e prevenendo l’evaporazione dell’acqua. Inoltre, aiuta a proteggere le colture dalla grandine e dalle forti piogge, creando un ambiente più favorevole alla crescita di frutta e verdura.

In particolare, a Lleida, dove il sistema agricolo è fondamentale per l’economia e la generazione di posti di lavoro, l’abbondanza di terreni agricoli – nel 2020 la provincia aveva una superficie agricola utile di quasi 827 ettari, secondo i dati del censimento agricolo dell’INE – rappresenta un’opportunità unica per questa alternativa, contribuendo così alla transizione energetica. Secondo un rapporto pubblicato dalla rivista Nature nel 2019, infatti, il fabbisogno energetico mondiale sarebbe soddisfatto dalla produzione solare se solo l’1% dei terreni agricoli fosse convertito in un sistema agrivoltaico.

Infine, è indispensabile sfatare il mito che le aziende produttrici di energia rinnovabile siano nemiche del settore agricolo e trasformarle in grandi alleati per il settore. Invece di vedere l’espansione delle rinnovabili come una minaccia per l’agricoltura, dovremmo iniziare a vederla come una grande alleata al fianco della quale operare per proteggere l’attività agricola dal cambiamento climatico, diversificando il reddito per rafforzare l’economia rurale e migliorando la produttività dei terreni.

In Catalogna iniziano a decollare i primi parchi solari agrivoltaici. Tra le iniziative più avanzate c’è l’impianto “La Romiguera” di Montblanc, promosso da “Energies Renovables Terra Ferma”. L’impianto è un esempio di coesistenza tra la produzione di energia e la coltivazione biologica di cereali e leguminose, insieme ad erbe aromatiche, con un’area di impollinazione e un rifugio di biodiversità privo di pesticidi e sostanze inquinanti. Anche a Lleida cominciano a nascere i primi progetti, come quello di Vilagrassa (Urgell), promosso da KM0, dove la produzione di energia fotovoltaica sarà combinata alla coltivazione di meli, e i pannelli solari saranno installati ad un’altezza superiore alla chioma degli alberi.

Quel che è certo è che il sole continuerà a sorgere. Per questo motivo, l’agrivoltaico sta emergendo come soluzione in Catalogna e, più in particolare, a Lleida, per transitare verso un modello di energia pulita e rafforzare il percorso verso la sovranità energetica. Indubbiamente, la disponibilità di terreni agricoli è un’alternativa per incrementare la produzione agricola e zootecnica, contribuendo al contempo alla generazione di energia sostenibile, raggiungendo un equilibrio fondamentale.

Jordi Francesch, membro del consiglio di Verdian

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